Roots & Wings è un lavoro in cui a fare la differenza, in primis, sono la varietà di stili e una produzione che, allo stesso tempo, appare old school, ma anche terribilmente moderna: rock classico che strizza l’occhio agli anni Settanta e Ottanta, quelli della sua formazione, ma che non ha paura di confrontarsi con il presente e di lasciarsi alle spalle alcune certezze del suo passato solista Per la prima volta, infatti, il chitarrista americano si presenta nella triplice veste di autore, musicista, ma soprattutto cantante e lo fa con una naturalezza sorprendente dimostrando anche di potersi confrontare su più registri r nGli echi musicali sono molteplici e continui e rimandano tanto alle esperienze personali di Stef (l’Alice Cooper più radiofonico, le melodie di Vasco e una spruzzata di Huey Lewis & the News), quanto ai gruppi amati nel corso della propria vita, tra i quali spesso fanno capolino Queen, Van Halen e Foo Fighters, con il faro dell’idolo Jimi Hendrix sempre stabile all’orizzonte: What Doesn’t Kill Us, Home Again, Something Beautiful, Patience e la title track sono i pilastri di un disco che non finisce di stupire nemmeno dopo diversi ascolti r n