Flamborough Head è il nome di un promontorio sulla costa orientale dell’Inghilterra da esso hanno tratto ispirazione questi ragazzi olandesi con una buona discografia alle spalle Lost in Time infatti è il titolo del loro settimo album Dotati di una buona cifra tecnica ed un apprezzabile gusto compositivo il quintetto è stato abbastanza sottovalutato sin qui in Italia ed è un vero peccato pur se assolutamente non innovativi (vengono ispirati dal progressive inglese sinfonico così come pure dai Renaissance o dai Mostly Autumn), riescono a mettere in campo brani lunghi ed intensi, giocati tra atmosfere sospese e sognanti, emozionanti solo liquidi di chitarra e la voce dotata di buona presenza di Margriet Boomsma Il sound scorre fluido e immediato, subito accattivante grazie alle consuete aperture del genere momenti di pathos, di estrema e vibrante tensione emotiva si susseguono per la gioia degli appassionati del filone britannico (Marillion, IQ, Pallas) La voce e gli inserti di flauto della Boomsma si accompagnano alle grandi progressioni chitarristiche di Gert Polkerman le romantiche tastiere di Edo Spanninga, le movimentate linee di basso di Marcel Derix ed il drumming massivo di Koen Roozen, vagamente indirizzato verso lo stile di Neil Peart Lost in Time è un album compatto, composto da solo sei tracce piuttosto lunghe, basti pensare che la più breve ha una durata di quasi sette minuti Lost in Time è probabilmente il disco più maturo e riuscito dei Flamborough Head Non presenta in assoluto vistosi sviluppi rispetto al passato ma segna un completamento, un quadro d’insieme di maggiore qualità