Ristampa di un classico degli anni 80, il quinto disco dei torinesi Arti & Mestieri Il disco esce alla fine del 1985 Il 1986 sarà l'anno di un grande disco fusion come Tutu, un lp che segnerà - nel bene e nel male - quel periodo: un disco di Miles Davis, certo, ma dietro c'era il giovane genio Marcus Miller Mutatis mutandis, dietro il grande Furio Chirico c'era il giovane Antonino Salerno, autore ed arrangiatore di tutti i brani del disco Il quinto lp degli A&M non mutua alcun atmosfera davisiana dell'epoca: prosegue il viaggio nella fusion più mainstream, patinata, di fine fattura e confezione Più compatto e rifinito del precedente Acquario, l'album ruota attorno a tre lunghi brani: Mulele, la blueseggiante title-track e Waiting for Laura at Banfora Hotel vedono in grande spolvero i fiati, brass-sections in veste Ryhthm & Blues, sulla scia di blasonati colleghi come gli Steps Ahead di Magnetic, ma anche Spyro Gyra e il Bill Norman Group I momenti più energici sono sottlineati dalla chitarra - frenetica e frizzante - di Mario Petracca Come al solito il drumming di Chirico stupisce: una precisione impressionante, con il bassista Umberto Mari crea rifiniture ritmiche fantasiose e, anche se più squadrate che in passato, di alto livello, talvolta vertiginose (pensiamo all'ultimo brano) Non mancano i classici bozzetti A&M: di basso in Eby, romantico e intenso quello di Next time, un tema molto Zawinuliano Ouagadougou è invece un funky jazz vivace e brioso, tra le migliori composizioni dei nuovi A&M Come in Acquario, al jazz vengono incontro i suoni moderni e le classiche influenze R&B e soul, organizzate con classe come facevano gli Yellowjackets (nel 1985 esce l'ottimo Mirage a trois) Rhythm 'n' jazz dunque, derivativo ma suonato con la consueta professionalità Children's blues è un disco in linea con le sonorità ottantiane e piacerà ai cultori di quel periodo