All’origine dell’incontro con l’artista brasiliano c’è il sincero fascino che Stéphane Belmondo nutre per le composizioni di Milton Nascimento, lo stesso fascino che hanno provato diversi grandi jazzisti prima di lui, quali Herbie Hancock, Wayne Shorter e Pat Metheny, per citare solo quelli più famosi Belmondo è l’ispirato solista che, con l’aiuto di una cornetta, abbraccia la voce del suo idolo e prolunga l’emozione del suo canto con un delicato lirismo intensificato dalla vicinanza e dalla complicità condivisa Mentre il pianista Eric Legnini illumina con i suoi brillanti e soavi assoli, i delicati arrangiamenti arricchiti da leggeri tocchi di ottoni e fiati Lo splendido edificio, realizzato intorno a Milton Nascimento dai fratelli Belmondo e dai loro soci, appare alle orecchie del brasiliano come una cattedrale musicale in cui sente vibrare la sua voce Nascimento contribuisce all’opera aggiungendo diverse parti vocali che si fondono nell’orchestrazione di un disco che possiamo sicuramente considerare una pietra miliare nella sua carriera La maggiore sorpresa per Milton è stato scoprire che Lionel Belmondo aveva spontaneamente scelto di legare insieme Ponte de Aria e Saudade dos Aviões da Panair, composte da Milton nello stesso giorno La melodia di una è arrivata spontaneamente alle dita di Lionel come una liberazione dopo che l’altra l’aveva ossesionato per ore Questo anedetto prova la comunità di spiriti che si è stabilita fra i due uomini prima ancora di conoscersi, attraverso gli oceani, grazie ad una comune percezione della musica! Ascoltando l’album si percepisce questa sinergia