Monte Meru è un disco che segna un importante tassello nel percorso musicale dei Latente, anello di congiunzione tra passato e presente, dopo l’Ep Un'altra faccia(2010), il disco d’esordio Basta che restiamo vivi noi (2014) e i numerosi live che ne sono seguiti Monte Meru risente delle esperienze che i quattro musicisti hanno vissuto in questi anni e ingloba ascolti e influenze che li hanno portati alla loro attuale dimensione Un disco che per i Latente è una sorta di daruma, simbolo della loro perseveranza e della ferma volontà di continuare a lavorare per conseguire gli obiettivi prefissati Monte Meru parla di sentimenti umani Concentra masse dense di vita in un flusso molto più grande di emozioni Dieci brani fluidi e impetuosi che musicano dolore, disagio, rabbia, paure, ansie, amore e speranze Un lavoro molto sentito che tenta di trasporre queste sensazioni nelle dinamiche e nei testi delle canzoni che lo compongono Con Monte Meru i Latente trovano la quadratura del cerchio e danno vita a un disco magnetico e rumoroso, inquieto ed energico, che trasporta l’ascoltatore in un tunnel sonoro carico di stati d’animo contrastanti, tra luci e ombre Rock'n'roll irruento, sguaiato, malinconico e senza ruffianerie Il titolo e la cover del disco richiamano il Meru, monte favoloso legato alle tradizioni mitologiche indiane, centro di universi fisici e spirituali e, secondo le leggende, sede del paradiso Un luogo sacro per molte religioni che vibra di arcano e di energia positiva