Ho chiuso in una scatola di vetro in un cassetto le tempeste che abbiamo Non sono mai stato molto bravo a raccontare le cose con ordine e precisione Per questo comincio dalla fine Dal fatto che quelle tempeste, alla fine, le abbiamo chiuse qui dentro In mezzo ci sono i giorni dell’estate scorsa, il 2013, in cui noi Kaufman ci siamo chiusi in studio insieme ad Alessandro Raina e Marco Franzoni e abbiamo cercato di raccontare un modo di vedere le cose e la musica Ed è stato un modo costruito attraverso discussioni sugli Smiths, sui the pains of being pure at heart, sul modo di apparire attraverso facebook C’era il calcio, i riverberi, le discussioni sull’uso di una parola del testo o di un’altra C’è stata perfino la tendinite di Ale Micheli, l’osteria siciliana ogni giorno, la calma di Andrea e Simone Abbiamo riscritto intere strofe, suonato e risuonato note e rumori E Ale Raina è diventato più di un produttore artistico, ha scritto e suonato Un giorno mentre guidavo lui mi diceva che non è necessario a tutti i costi fare un disco, si fa se c’è la necessità, se si deve raccontare qualcosa e mi chiedeva cosa davvero volessi raccontare Io un po’ guardavo la strada, un po’ mi voltavo e dicevo che ero confuso e incerto, eppure in questo ci trovavo un senso Che non sapevo nemmeno come sarebbe stata la mia faccia da lì a 5 anni Allora lui mi guardò e disse che quella era la frase più interessante che avevo detto Poi, naturalmente, per pareggiare i conti aggiunse: ma non l’hai messa nel disco Alieni, vampiri, astronauti, io fiore di Loto, rivoluzioni Tutto parla di una non appartenenza che vuole cambiare le cose e che crea tumulti e temporali Forse ci siamo riusciti a chiuderle in una scatola Ed eccole qui
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Alieni 2 - 2
Modigliani 3 - 3
3 Il manifesto struggente di giovani vampiri 4 - 4