Dopo vent’anni in cui ha vissuto le più disparate esperienze musicali, arriva l’atteso esordio discografico del cantautore milanese Simone Meneghello Le canzoni di settembre (Bit Zero/Self), è un album in cui le 11 tracce sono legate fra loro da diversi denominatori comuni: la protesta, la rabbia, l’amore Nei circuiti underground, in cui Simone è conosciuto da tempo, gli stessi ambienti in cui ha circolato per anni e che lo han spinto (quasi forzato), a scrivere questo disco, è conosciuto come un autore sopraffino e si son sempre sprecati per lui altisonanti paragoni come quelli con De Andrè ed Endrigo L’ unico paragone che Simone accetta è però quello con Georges Brassens, non fosse altro per il suo smisurato amore per i francesismi poetico-musicali Simone Meneghello, 33enne milanese, comincia a suonare la chitarra ad undici anni e, dopo anni di studio, in adolescenza si innamora del sassofono, lo strumento che lo accompagnerà per una dozzina d’anni e che lo vede al fianco di numerosi jazzisti (Enrico Intra, Franco Cerri, Enrico Rava, Gianni Basso…) come primo sax alto e solista Fra un tour e l’altro registra una quindicina di dischi come session man, che spaziano dall’acid jazz al reggae Tanti spot pubblicitari commissionati e di rilevante successo e, sotto lo pseudonimo di Overture anche Ready, ready, ready per la Coca Cola Light: un succeso lounge a livello europeo Esperienze che, aldilà delle scarse soddisfazioni artistiche insegnano a Simone, grande appassionato di cinema, l’arte di legare le immagini con la musica